L’adozione dell’intelligenza artificiale cresce e il browser è il punto di accesso a dati, applicazioni e servizi aziendali. MPG System ha scelto Ermes, una soluzione italiana che integra protezione della navigazione e controllo delle informazioni condivise con l’AI generativa.
Un documento caricato su ChatGPT per ottenere un riepilogo. Una password inserita in una pagina che imita Microsoft 365. Un’estensione installata per velocizzare un’attività. Sono situazioni diverse, ma condividono lo stesso ambiente: il browser.
È qui che si svolge una parte del lavoro quotidiano e che le informazioni aziendali possono essere esposte, anche attraverso azioni compiute in buona fede. Proteggere questo ambiente significa intervenire sulle interazioni tra persone, applicazioni web e dati. Per rispondere a queste esigenze, MPG System ha scelto Ermes, piattaforma italiana che riunisce due moduli complementari: Browser Security e AI Security.
L’intelligenza artificiale nelle imprese: un utilizzo che cresce
I dati Istat mostrano un cambiamento concreto: nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro l’8,2% del 2024. Tra le grandi imprese, la quota raggiunge il 53,1%. L’adozione è quindi raddoppiata in un anno nel complesso delle imprese osservate.
A livello europeo, secondo Eurostat, nel 2025 utilizza tecnologie AI il 20% delle imprese con almeno 10 addetti, rispetto al 13,5% del 2024. Questi dati riguardano l’AI nel suo insieme, non soltanto i chatbot generativi.
L’adozione aziendale, però, descrive solo una parte del fenomeno. Esiste anche l’utilizzo individuale di strumenti che possono non essere stati approvati dall’organizzazione: la cosiddetta Shadow AI.
Il Verizon Data Breach Investigations Report 2026 riporta che, nel campione osservato, il 45% dei dipendenti utilizza regolarmente strumenti AI sui dispositivi aziendali, contro il 15% dell’anno precedente. Inoltre, il 67% degli utenti che accedono ai servizi AI dai dispositivi aziendali utilizza account non aziendali. Sono dati riferiti al campione del report, non una stima di tutte le imprese, ma mostrano quanto sia rilevante governare anche gli account e le modalità di accesso.
Per un responsabile IT, questo significa dover conoscere quali strumenti vengono usati, quali informazioni ricevono e attraverso quali profili.
Le minacce che passano dal browser
Il rischio sul web non riguarda soltanto il download di un file malevolo. Comprende pagine di autenticazione contraffatte, domini che imitano marchi conosciuti e contenuti pericolosi distribuiti attraverso servizi legittimi.
Un’indicazione arriva dal State of Browser Security Threat Report 2026 di Menlo Security, basato sulla telemetria di milioni di sessioni browser negli ambienti dei propri clienti tra gennaio e marzo 2026. Nel periodo analizzato sono stati individuati 115.842 attacchi di phishing progettati per eludere i controlli. Secondo il report, un link di phishing su cinque tra quelli effettivamente cliccati dagli utenti non veniva rilevato dai filtri URL tradizionali.
Questi numeri non rappresentano la percentuale di tutti gli attacchi informatici che nasce dal browser. Evidenziano però un limite operativo: verificare la reputazione di un indirizzo web può non bastare a riconoscere ciò che accade nella pagina durante l’interazione.
Un messaggio fraudolento può arrivare via email, mentre il furto della password avviene successivamente nel browser. Allo stesso modo, un sito legittimo può ricevere un documento riservato che un dipendente ha caricato senza rendersi conto delle conseguenze.
Perché MPG System ha scelto Ermes
L’origine italiana di Ermes è una delle ragioni della nostra scelta, insieme alle caratteristiche della piattaforma: protezione direttamente nel browser e controlli dedicati alla condivisione dei dati con l’intelligenza artificiale.
Ermes utilizza un’estensione leggera con protezione sul dispositivo. Secondo l’architettura descritta dal produttore, non richiede proxy, VPN o ispezione SSL e non si basa sull’isolamento della navigazione.
Il punto di osservazione è quindi vicino all’azione dell’utente: la pagina aperta, il testo digitato, il contenuto incollato o il file caricato. È un approccio che affianca le protezioni di rete e degli endpoint, aggiungendo controlli sulle attività svolte attraverso il browser.
AI Security: proteggere le informazioni prima della condivisione
Quando un dipendente utilizza un assistente AI, il rischio può derivare dal contenuto della richiesta. Un prompt può includere dati personali, condizioni contrattuali, informazioni economiche o codice sorgente. La domanda operativa diventa: quali informazioni possono essere condivise con quel servizio e con quell’account?
Il modulo AI Security di Ermes affronta questo problema attraverso Contextual DLP, Data Masking e Tenant Control.
Contextual DLP: controllare testo, copia e incolla e caricamenti
La Contextual Data Loss Prevention analizza in tempo reale ciò che l’utente digita, incolla o carica, considerando il contesto dell’azione.
Il controllo riguarda quindi anche informazioni inserite direttamente in un campo di testo. È una distinzione utile: un contenuto riservato può uscire dall’azienda attraverso poche righe incollate in un chatbot, senza che venga trasferito un documento.
Si pensi, per esempio, a un commerciale che utilizza un assistente AI per rielaborare una proposta e inserisce nel prompt nomi dei clienti, prezzi riservati e condizioni negoziali. Un controllo sulla condivisione deve poter considerare anche questo tipo di interazione.
Data Masking: evitare l’invio dei dati nella loro forma originale
La funzione di Data Masking descritta da Ermes maschera e cifra i dati sensibili prima che lascino il browser, affinché il modello AI non li riceva nella forma originale.
Questo permette di affrontare casi in cui l’attività richiesta è consentita, ma alcune informazioni contenute nel testo devono essere protette.
La configurazione richiede attenzione ai dati trattati e all’utilità del risultato: proteggere le informazioni deve accompagnarsi alla verifica che l’elaborazione resti adatta allo scopo aziendale.
Tenant Control: governare gli account utilizzati
Utilizzare un account personale per attività di lavoro può sottrarre quelle interazioni alle regole definite dall’organizzazione.
Il Tenant Control di Ermes permette di limitare l’uso di profili personali o gratuiti sui principali servizi AI indicati nella presentazione, tra cui ChatGPT, Gemini, Copilot e Claude.
Questo controllo consente di intervenire sull’identità utilizzata per accedere al servizio, contribuendo a ricondurre le attività agli account autorizzati dall’azienda.
Browser Security: proteggere navigazione e credenziali
Il modulo Browser Security amplia la protezione alle attività web quotidiane. Le funzionalità presentate da Ermes comprendono:
Web DLP, dedicata alla protezione dei dati nelle interazioni web;
Business Credential Protection, per la protezione delle credenziali aziendali;
Zero-day Phishing, per il contrasto alle minacce di phishing nuove;
Cybersquatting Detection, per individuare domini che imitano nomi e marchi riconoscibili;
Advanced Web Filtering, per governare l’accesso ai contenuti web;
Extension Protection, dedicata alle estensioni del browser;
Conditional Access, per applicare condizioni di accesso.
La protezione riguarda così due esigenze collegate: contrastare le minacce incontrate durante la navigazione e controllare le informazioni condivise attraverso servizi web, compresi quelli di intelligenza artificiale.
Visibilità e integrazione nei processi di sicurezza
Definire regole efficaci richiede prima di tutto visibilità. La modalità Audit prevista da Ermes permette di osservare l’utilizzo e raccogliere elementi utili per impostare i controlli.
Per l’azienda, questa fase serve a individuare le attività da autorizzare, i dati da proteggere e le situazioni che richiedono restrizioni. Aiuta anche a distinguere un’esigenza di lavoro legittima da un comportamento che espone informazioni riservate.
La piattaforma prevede inoltre integrazione con SIEM e tramite API, per inserire le informazioni di sicurezza nei processi di monitoraggio esistenti. Modalità e compatibilità vanno verificate rispetto all’ambiente del cliente.
Adottare l’AI con regole applicabili al lavoro quotidiano
Una policy aziendale sull’intelligenza artificiale deve tradursi in indicazioni utilizzabili: quali servizi sono consentiti, con quali account, quali dati possono essere condivisi e quali devono essere protetti. Gli strumenti tecnici permettono di applicare queste scelte nel momento in cui l’utente agisce. Devono essere accompagnati da istruzioni comprensibili e da una verifica periodica delle esigenze dei reparti.
Con Ermes, MPG System propone una soluzione italiana per proteggere la navigazione e governare l’utilizzo dell’AI generativa direttamente nel browser. Una scelta rivolta alle organizzazioni che vogliono adottare questi strumenti mantenendo il controllo sulle informazioni aziendali.










